Patrizia Ceola_I social network e l’insegnamento/apprendimento dell’italiano come lingua straniera
Lo sapevi che...?
Riflessioni e approfondimenti a cura della Redazione Club Alumni ITALS
Settembre 2026
I social network e l’insegnamento/apprendimento dell’italiano come lingua straniera
(a cura di Patrizia Ceola)
I social network fanno ormai parte della nostra esperienza quotidiana di comunicazione e informazione. Non sono però una realtà facile da delimitare: accanto alle piattaforme propriamente social esistono infatti molte altre forme di comunicazione digitale che presentano alcune delle loro caratteristiche.
1. Quando parliamo di social network che cosa intendiamo?
L’argomento non è nuovo, ma resta attuale per diversi motivi. Innanzitutto, i social network costituiscono una parte importante delle esperienze comunicative attuali, e non solo dei nativi digitali. In quanto tipologia comunicativa, possono inoltre essere considerati una forma di “testo” in senso lato. Altrettanto importante è la loro potenzialità come strumenti di apprendimento, legata alle caratteristiche stesse dei social network.
A questo punto ci si deve porre una prima domanda: quali sono le caratteristiche che individuano i social network e li distinguono da altre forme di comunicazione e informazione telematica e digitale? In pratica, come definirli e delimitarli?
Che cosa avviene nei social network? Si interagisce e si scambiano messaggi e materiali multimediali tra più persone. Ma se come caratteristiche fossero sufficienti quelle dell’interazione e della condivisione di risorse multimediali, anche la posta elettronica, o applicazioni come whatsapp, wechat potrebbero essere considerati social network. In effetti lo sono in parte, pur essendo limitati al gruppo di persone che si conoscono o, comunque, fanno parte di un gruppo e hanno deciso di comunicare tra loro, anche senza creare un proprio profilo. Si possono considerare social network privati.
Ciò che è peculiare dei “social network” è, invece, l’aspetto pubblico: mettono in contatto gruppi e persone che possono non conoscersi.
Se ci atteniamo alla definizione della Treccani, a cui fanno riferimento varie riflessioni già elaborate sul tema[i], tra i social network rientrano essenzialmente le piattaforme a cui è necessario iscriversi con un profilo personale e attraverso cui si interagisce con altri iscritti noti o sconosciuti, ad es. Facebook, Instagram, X (prima Twitter), TikTok.
Anche tra i social network, intesi in senso stretto, ci sono differenze. Per esempio, Facebook è usato principalmente per relazioni personali, eventi e per comunità ed è costituito da amicizie e followers. Instagram mira a sviluppare influencer e branding, attraverso immagini e video e prevede soprattutto followers. X e Tiktok sono composti da creatori e followers, il primo sviluppa più notizie e opinioni attraverso microblogging e informazione in tempo reale, il secondo intrattenimento, creatività, scoperta di contenuti attraverso la condivisione di brevi video.
Youtube è un altro importante social media nato principalmente per la distribuzione e la fruizione di video, ma che ha sviluppato le funzionalità di social networking.
2. Perché utilizzare i social network per l’insegnamento/apprendimento dell'italiano come lingua non materna?
Le potenzialità di questi dispositivi dipendono dal fatto di utilizzare una tecnologia digitale? Uno studio svolto con studenti delle scuole secondarie superiori in India relativamente all’apprendimento dell’Inglese[ii] ha preso in considerazione tre tipologie di dispositivi chiedendo agli studenti quale ritenessero più efficace. Tra le tre indicate - una tecnologia di mobile learning (Google Classroom); un'applicazione di social media (WeChat); un tradizionale sistema di proiezione multimediale - la più efficace è risultata essere la prima e la meno efficace è la terza. Senza entrare nel merito delle motivazioni che hanno portato gli studenti a tale scelta, e che non ci è dato esplorare, il risultato spinge a chiedersi quali sono le caratteristiche specifiche dei social network che li rendono interessanti per insegnare italiano lingua straniera. Prima di tutto per essere una tecnologia digitale che dà la possibilità di scambiare informazioni, documenti, materiali e di interagire. Come rilevato anche in un interessante volumetto per la prevenzione del cyberbullismo per ragazzi e ragazze Cyberbulli al tappeto. Piccolo manuale per l’uso dei social[iii], queste piattaforme sono un potentissimo strumento per comunicare, per stare con gli altri, per conoscere cose nuove e per divertirsi... rispondono, perciò, a dei bisogni fondamentali.
Le possibilità di utilizzazione sono, perciò, innumerevoli e per evitare la dispersione, nel vastissimo campo dei vari social network prendiamo in considerazione, in particolare, i prodotti che hanno fini didattici e, nello specifico, l’insegnamento della lingua italiana come lingua non materna.
3. Che cosa rende stimolante l’imparare l’italiano attraverso i social network?
Chiara Romeri tra il 2023-24 ha condotto una ricerca sull’offerta didattica presente in You tube[iv]. Ha innanzitutto individuato i più popolari canali Youtube tra quelli che rispondono ai seguenti criteri: pensati per apprendenti generici di italiano come lingua non materna, creati da un docente dal basso, non da case editrici o enti e che usassero quasi esclusivamente la lingua italiana. Ciò che accomuna i canali YouTube analizzati, sono alcune caratteristiche ben evidenti. Innanzitutto, il docente si presenta come docente-amico con cui vi è una relazione informale e spesso anche affettiva, che si immedesima negli apprendenti perché afferma di aver capito come far apprendere dopo averlo sperimentato su di sé, e di non essere un valutatore. Un secondo importante aspetto è l’interazione e la possibilità di negoziare i contenuti in una specie di “didattica dal basso”, infatti non c’è un programma consequenziale ma il docente creatore segue le richieste degli apprendenti di cui a volte sollecita anche i suggerimenti sui contenuti da trattare; una co-progettazione che ha ripercussioni anche sul benessere del docente. Emerge da questo quadro una forte attenzione a “allestire un ambiente di apprendimento volto a favorire il benessere di discenti e docenti, caratterizzato da ridotta asimmetria, costante interazione e forte autonomia e agency degli apprendenti” (Romeri: 2024,32).
In un’altra interessante ricerca sull’uso dei Reel di Tik tok in autoapprendimento, con studenti del secondo anno del corso di laurea in italiano presso l’Università di Ain Shams [v], l’autrice rileva che in questi prodotti gli studenti apprezzano i seguenti aspetti: la possibilità di approfondire la lingua in modo flessibile, la varietà di insegnanti, il flusso continuo di input linguistici, la possibilità di interagire con l’insegnante, i contenuti piacevoli e attraenti (incluso l’aspetto ludico), l’offerta anche di varietà linguistiche, il coinvolgimento nella scelta dei contenuti (come evidenziato anche da Romeri). Ha evidenziato, inoltre, che risultano efficaci nell’incrementare la produzione scritta e nel sostenere la motivazione perché favoriscono l’autonomia e la creatività e sfruttano elementi di supporto come la sottotitolazione e attraverso specifici algoritmi offrono una forte personalizzazione. L’apprendimento attraverso i reel di TikTok si presenta quindi come un microapprendimento motivante, audiovisivo, culturale e collaborativo.
4. I social network che cosa possono suggerire agli insegnanti?
Gli aspetti che in questi studi vengono evidenziati come apprezzati e utili all’apprendimento, potrebbero essere tenuti in considerazione e introdotti dal docente impegnato nell’insegnamento formale? Potrebbero servire nella costruzione dell’ambiente di apprendimento e dei percorsi di insegnamento anche utilizzando i social network stessi? Ed
eventualmente quali e come?
Questo quesito è stato oggetto dell’incontro seminariale svolto nel quadro delle attività del Club Alumni Itals dai diplomati del Master Itals. L’incontro ha voluto proporre una riflessione sull’utilizzabilità dei social network nell’insegnamento e apprendimento dell’italiano come lingua non materna. Il lavoro ha seguito un processo induttivo. Lo spunto è stato dato da cinque prodotti di diversi social media selezionati tra gli innumerevoli esempi disponibili in Internet. La loro analisi, svolta in piccoli gruppi, seguendo una griglia, ha condotto a concordare con le conclusioni ben sintetizzate nell’articolo di Michela Dota[vi]: i social network presentano una buona integrabilità nella didattica. Sono state riconosciuti essere punti di forza oltre ad alcune caratteristiche (quali multimodalità, varietà di linguaggi anche informali, brevità, varietà di stimoli, spinta all’autonomia dell’apprendimento, alla relazionalità, alla diversificazione dei tipo di apprendimento), la percezione positiva dei discenti e i miglioramenti nei risultati ottenuti attraverso questi strumenti. E’ stata, inoltre, presa in considerazione la presenza, tra i social network, di un panorama variegato di prodotti finalizzati all’insegnamento e apprendimento della lingua italiana: autori professionali o informali, proposte strutturate o estemporanee, gratuite o a pagamento, tipologie diversificate (video, reel, podcast, testi scritti, immagini...).
Nei gruppi di lavoro e nella successiva discussione, i docenti hanno concordato sul fatto che molti sono i modi e le possibilità di utilizzo dei social network nella didattica, correlati ai destinatari, agli obiettivi e al contesto di insegnamento.
A ulteriore supporto di questa conclusione possiamo citare i risultati del sondaggio “Social e didattica dell’italiano a stranieri” e possiamo ricordare tra le proposte didattiche quelle presentate di Baldani e Dota. Il primo[vii] descrive un percorso didattico che utilizza Instagram come dispositivo di contenuti linguistici e propone per gli studenti delle scuole superiori o post diploma la realizzazione di un compito di realtà che mira a sviluppare contemporaneamente competenze informatiche e linguistiche- comunicative: la creazione di pagine Instagram con video di presentazione di biografie di influencer e sondaggio aperto agli utenti.
Dota propone un progetto più ampio, rivolto a studenti delle scuole secondarie di primo e secondo livello, che prevede da parte di ogni studente la creazione di un account da continuare nel tempo e che coinvolge tutta la scuola (ma senza specificare quale utilizzare tra quelli analizzati – Instagram, TikTok e Youtube- o altri) attraverso cui ogni studente può produrre e condividere post con contenuti e tipologie differenti.
Ma è tutto oro quel che luccica? Con un ironico alert Laura Michielin nel suo blog [vii] mette in guardia da un’attesa illusoria che i social network possono alimentare: per imparare una lingua straniera...basta usare le loro lezioni social!
La conclusione a cui si può, per ora, giungere è che i social network sono una modalità di comunicazione e di interazione, diffusa, pervasiva, con proprie caratteristiche, e che può essere efficacemente usata nella didattica, in modi diversi, adattati da ciascun docente al proprio scopo e situazione. Che cosa è dunque determinante? La professionalità del docente, che, attraverso una selezione critica e un uso consapevole dei social network, li trasforma da semplici strumenti di comunicazione in risorse didattiche efficaci.
[i] https://www.treccani.it/enciclopedia/social-network/
[ii] Alam, S. (2025). Measuring the Effects of Mobile and Social Networking Technology on the Enhancement of English Language Skills: A Comparative Study. in “International Journal of Interactive Mobile Technologies”, 19(1).
[iii] Benedetti T., Morosinotto D. (2016) Cyberbulli al tappeto. Piccolo manuale per l’uso dei social, Editoriale Scienza
[iv]Romeri C. (2024) Social media e dimensione umanistica, in “SeLM. Scuole e Lingue Moderne”
[v] Kotb, H.W. (2024) Reels di TikTok e l'autoapprendimento informale d'italiano L2/LS: un'indagine sulle competenze linguistiche e comunicative degli studenti di livello B2.
[vi] Dota, M. (2022), Social-italiano L2. Un’indagine sulla didattica dell’italiano L2/LS in Instagram, TikTok e YouTube e una proposta di laboratorio per le scuole, in Italiano LinguaDue 2.
[vii] Baldani A. (2021) Tecnologia e social network nell’insegnamento dell’italiano come lingua straniera , tesi di Master, università di Salamanca
[viii] Michielin, L. (2025) Il lato oscuro dei trend social nell’apprendimento linguistico: aspettative, disillusioni e meme tossici, https://lauramichielin.substack.com/p/il-lato-oscuro-dei-trend-social-nellapprendiment
Bibliografia essenziale
● Alam, S. (2025). Measuring the Effects of Mobile and Social Networking Technology on the Enhancement of English Language Skills: A Comparative Study. in “International Journal of Interactive Mobile Technologies”, 19(1).
● Baldani A. (2021) Tecnologia e social network nell’insegnamento dell’italiano come lingua straniera, tesi di Master, università di Salamanca
● Benedetti T., Morosinotto D. (2016) Cyberbulli al tappeto. Piccolo manuale per l’uso dei social, Editoriale Scienza
● Dota, M. (2022), Social-italiano L2. Un’indagine sulla didattica dell’italiano L2/LS in Instagram, TikTok e YouTube e una proposta di laboratorio per le scuole, in “Italiano LinguaDue” 2.
● Kotb, H.W. (2024) Reels di TikTok e l'autoapprendimento informale d'italiano L2/LS: un'indagine sulle competenze linguistiche e comunicative degli studenti di livello B2.
● Michielin, L. (2025) Il lato oscuro dei trend social nell’apprendimento linguistico: aspettative, disillusioni e meme tossici, https://lauramichielin.substack.com/p/il-lato-oscuro-dei-trend-social-nellapprendiment
● Romeri C. (2024) Social media e dimensione umanistica, in “SeLM. Scuole e Lingue Moderne”
Autoriflessione
● Nel tuo insegnamento dell’italiano come lingua non materna, che cosa ti ostacola o ti motiva a non usare i social network?
● Se usi i social network nel tuo insegnamento, quali aspetti ti sembrano utili e quali insostituibili per la tua didattica?
● Li utilizzi solo come “testo” o anche come canale e codice di comunicazione per i tuoi scopi didattici?
● Utilizzando i social network, hai avuto modo di riscontrare differenze nei risultati rispetto all’apprendimento dei tuoi studenti?
● Se ci sono dei social network che preferisci, quali sono le motivazioni?
● Ti interesserebbe approfondire le potenzialità di qualcuno di questi prodotti?